Verso la metà del “lungomare” di Alicudi (adiacente al negozio di alimentari troverete una piccola spiaggia composta da pietre rotonde in cui poter fare il bagno), magari al rientro dalla faticosa scalata ed in attesa del vostro aliscafo se state facendo una gita in giornata. Sull’isola vivono pochissime persone che si conoscono tutte tra loro, dedicano le loro attività prevalentemente alla pesca , i pescatori isolani sono 3, e alla manutenzione delle strutture, sull’isola ci sono anche piccoli allevamenti per la produzione di carne. Un mix tra bellezza e gentilezza dell’oste fanno di questo b&b uno dei motivi per visitare questa straordinaria isola.
Scalare Alicudi in giornata
Sulla parte alta dell’isola c’è una discreta comunità di abitanti tedeschi che hanno scelto Alicudi per vivere tutto l’anno. Sono presenti diversi b&b sull’isola — dai più comodi al porto a quelli più in alto nei vari anelli dell’isola. Il giro dell’isola è possibile, ma presenta il rischio della caduta di pietre, smosse dal vento o dalle capre brade, e richiede l’aggiramento a nuoto di alcune formazioni rocciose. L’isola è abitata solo sul versante meridionale, digradante verso il mare in lenze (stretti appezzamenti), sostenute da muri a secco.
Pietre, gradoni, gradini, gradini.

In questa occasione i fedeli recitano un rosario con intercalare di canti esclusivi dell’isola. Il turismo rappresenta una voce importante dell’economia dell’isola, anche se in misura minore rispetto alle altre isole. È interessante ricordare che la pesca (nei secoli passati), non ebbe mai uno sviluppo significativo, a causa del pericolo dei predoni, che rendeva di fatto tale attività poco conveniente rispetto all’agricoltura. L’isola è in parte protetta (essendo inserita in un Parco naturale con percorsi segnalati; ci si affida alla sensibilità dei visitatori per l’attenzione da prestare ai rischi di incendi estivi e alla salvaguardia di fiori), essenze, insetti e animali selvatici. Altre conformazioni geologiche tipiche, oltre alle sciare, sono il Perciato, lo Scoglio della Palumba con la prospiciente Praia della Palumba e lo Scoglio Galera, alta quinta naturale che si inabissa e riemerge pericolosamente a pelo d’acqua sul lato occidentale. In molte case sono ancora sfruttati (per conservare gli alimenti), i rifriggiraturi, piccoli vani con una porticina, posti allo sbocco di cunicoli di comunicazione ipogea, da cui fuoriescono soffi d’aria alla temperatura costante di una decina di gradi.
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Solo il versante sud-ovest dell’isola di Alicudi ospita abitazioni e salite, e questa è l’ qui unica via per esplorare le case e raggiungere la cima. Al culmine dell’isola, la salita vi condurrà a un bivio: da lì potrete scegliere tra il versante elevato a est o quello pianeggiante a ovest, immerso in una fitta foresta di felci. Non sorprende (dunque), che ad Alicudi si conservino ancora i *lenze*, i terrazzamenti in dialetto locale, che tagliano il pendio vulcanico e hanno permesso per anni agli abitanti di sopravvivere grazie all’agricoltura. Sul lato ovest dell’isola non esistono cavità marine, mentre a metà altezza – benché inaccessibile senza tecnica alpinistica – si trova una grotta frequentata da pipistrelli.
Alicudi rappresenta una meta ideale per chi vuole staccare del tutto dalla frenesia quotidiana. Un’isola che si conquista solo camminando, letteralmente, dato l’assenza totale di strade e veicoli.
L’aumento esponenziale del numero di capre sta danneggiando negli ultimi anni l’ecosistema dell’isola, divorando la vegetazione e compromettendo sentieri e antichi terrazzamenti. Le spiagge di Alicudi sono costituite da ghiaia e scogli, mentre le mareggiate invernali le fanno retrocedere o avanzare, lasciando a volte solo residui di sabbia scura. Dopo la guerra (l’isola contava oltre 600 abitanti), la maggior parte dei quali poi emigrò in Australia e in altre parti del mondo. Alicudi vanta un’insediamento fin dal Neolitico — come dimostrano i reperti ritrovati presso il porto attuale e sulla sommità dell’isola.
Nella zona del vecchio cratere e sui fianchi sommitali l’ambiente, più fresco, presenta felci, distese di asfodelo (localmente cipuddazzu), pochi castagni residui, erica e altri arbusti. Nel 1676 si combatté nei pressi dell’isola la battaglia di Alicudi — nell’ambito della guerra d’Olanda. Sono datate alcune sepolture a lastre di pietra lavica rinvenute in località Fucile nel 1924, con corredo funerario di lucerne e vasi fittili. Anticamente era nota come Ericussa o Ericodes, dal greco antico Ἐρικοῦσσα («ricca di erica»). Alicudi è un’isola italiana appartenente all’arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia.

Un luogo dove ritrovare pace e serenità – ma anche dove fare una pausa all’ombra di una vite se state percorrendo il sentiero verso la cima di Alicudi. Dall’alto del sagrato si gode di un panorama mozzafiato ricchissimo di colori (tra mare), viti e fichi d’india. La piccola scuola di Alicudi è la più piccola d’europa e conta soltanto 3 piccoli alunni. In una microscopica comunità come quella di Alicudi — ci sono dei luoghi/istituzioni attorno alle quali gravita la vita degli abitanti.
Il versante abitato e coltivato è decisamente meno ripido dell’opposto (esposto ai venti e soggetto a erosione e frane), chiamate *sciari* in siciliano. Seguite le indicazioni tracciate sulle pietre dei muretti a secco, contrassegnate da frecce dipinte. Se deciderete di affrontare questa avventura, *Amici di Viaggio in Sicilia* vi invita a non partire impreparati! Abbiamo pubblicato una guida su come esplorare le Eolie in sette giorni: consultatela qui. Se il tempo lo permette (vi suggeriamo di visitare anche le altre isole dell’arcipelago – Lipari), Salina, Panarea, Vulcano, Filicudi – ognuna con le proprie peculiarità naturalistiche. Questo B&B è gestito con cura da Alessandra, che lo ha trasformato in un angolo di paradiso per gli ospiti.
